Biografia

Alessandro Giusberti

Alessandro Giusberti nasce a Bologna nel 1955.

Studia al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Giusberti è un pittore dell’immagine e fa della sua ricerca quasi un evento esoterico, trovando nella realtà l’immagine che non è rivelata.

Escludendo sempre l’iperrealismo come etichetta, nei suoi quadri porta, sia attraverso la tecnologia sia con la copia dal vero, la sua esperienza, sommando le immagini della memoria per creare una dimensione nuova che parte dalla realtà per finire nell’individualità dei sentimenti, degli istanti che lui stesso ha vissuto.

La vita artistica di Giusberti è scandita da periodi di ricerca, ognuno rappresentato da opere che ne hanno manifestato l’apice, in una continua evoluzione pittorica che spesso ha anticipato e precorso le avanguardie contemporanee: dagli anacronismi degli anni ’70, con la sperimentazione delle prime sovrapposizioni di immagini; al neorealismo e allo studio del movimento iniziati negli anni ’80, con la rappresentazione del paesaggio urbano come mezzo che da solo riesce a trasmettere uno stato dello spirito e continuato come ricerca del perenne dinamismo della realtà; fino alla sua pittura pluridimensionale presentata alla Biennale di Venezia nel 2012.

Nelle sue opere si può trovare riunito impressionismo, espressionismo e realismo. In un cambio d’epoca come quello attuale, dove prevale la tecnologia, Giusberti esplora sempre le potenzialità manuali dell’artista che, come per tante altre arti, rimangono il centro della ricerca e il mezzo espressivo fondamentale, perché senza tecnica non si parla e non si comunica. Oggi, protagonista della comunicazione è l’iphone, anche per la percezione dell’immagine, ma la fotografia rimane per l’artista un pretesto di esplorazione che si affianca a quella costante sui materiali.

Arriva così alla presentazione, ad ArteFiera 2015, alle immagini spezzate delle panoramiche di strade e periferie di grandi città. La destabilizzazione che si osserva in queste opere rappresenta ciò che stiamo vivendo in questo momento storico. La nostra realtà è rotta, spezzata, assurda, l’immagine riprodotta nelle opere rappresenta lo stato emozionale contemporaneo. Il movimento è qui congelato, fratturato, tagliato a pezzi; testimonia il fatto che non c’è più regola, non esiste il tempo della trasformazione, ma tutto quello che viviamo è più drastico, vissuto come in un terremoto, in un’inondazione. Le parti completamente scure che si vedono qua e là nelle panoramiche rappresentano l’ignoto nel quale le persone e gli oggetti sono risucchiati e tagliati da un movimento non rappresentato, la loro essenza è come assorbita in un’altra dimensione.

Per Giusberti il richiamo più forte oggi è ancora la ricerca della libertà d’espressione, indispensabile per regalare a chi guarda un’analisi diversa e personale della realtà.

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